In Sardegna, nella mia Sardegna, il 15 e il 16 febbraio prossimi ci saranno le elezioni italiane per rinnovare il Consiglio Regionale dell’Isola ed eleggere, così, il nuovo governatore della colonia sarda d’Italia.
In palio ci sono delle bellissime e comodissime poltrone, ubicate in Cagliari. Non solo: ci sono pure degli ottimi stipendi, più alti di quelli di qualsiasi altra amministrazione regionale della madre patria italiana.
Sono premi talmente allettanti che, a breve distanza dalle consultazioni, si assiste a delle scene inverosimili.
Per esempio, il dimissionario Soru, Mr. Tiscali in persona, si candida nuovamente e per l’occasione sfoggia il suo nuovo nome: Rinato Soru.
Il Partito Sardo d’Azione si allea col partito del Prestigiatore di Arcore™ (ma quelle poltrone devono essere proprio comode!): non ci bastava sorbircelo solo d’estate, a quello, col fazzoletto in testa tipo pirata, mò ce lo dobbiamo beccare pure d’inverno. Poco ci manca che comincia a parlare in sardo (allora si che mi preoccupo!)…
E poi, la coraggiosa operazione di iRS: ma se iRS non deve immischiarsi con questi teatrini di potere, perché Gavino Sale si candida? Be’, se vincesse lui sarebbe meglio per tutti.
Che fare, allora, il 15-16 febbraio? Dichiarare fedele dipendenza dall’Italia per altri quattro anni o andarsene al mare e aspettare che questa stirpe si estingua da sola?
personale
italietta, sardegna, valori