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In Italia c’è un serio problema di linguaggi (oltre al resto)

Questa mattina, all'ufficio postale di Brugherio. Dialogo tra signora con avviso di ricezione raccomandata [S] e lavoratore (non meglio identificato) delle Poste Italiane [L].

S:- "Posso chiedere a lei?"

L:- "Dica pure."

S:- "Volevo sapere se posso ritirare una raccomandata e se c'è da pagare. Siccome sono uscita senza soldi…"

L:- "Guardi, deve rivolgersi a quei signori là" (indicando gli sportelli).

S:- "Lei non mi ha fatto finire di parlare".

L:- "Allora parli pure".

S:- "È una cosa urgente. Questa mattina devono recapitarmi una scarpiera e io sono uscita di casa senza soldi, per cui volevo sapere se c'è una raccomandata da ritirare e se devo pagare qualcosa".

L:- "Signora, io faccio il consulente finanziario per conto delle Poste, le ho detto che deve rivolgersi a uno di quei signori".

S:- "Va bene, ho capito, grazie. La ringrazio tanto, grazie, grazie…"

L:- "Adesso mi sta ringraziando anche troppo".

S:- "La ringrazio per non dirle altre cose".

L:- "Signora, se lei è così allora è meglio se si chiude dentro una gabbia".

Insomma, alla fine non ho capito se in Italia abbiamo un problema di scarpiere o di consulenti.